Breve guida per superare le crisi dei 25 anni

 

Ovvero quello che non ci hanno mai detto sulle crisi esistenziali del quarto di secolo.
*Spoiler dell'autore: esiste una soluzione alla paura di cambiare vita e lavoro!


Sei seduto al tuo desk in ufficio mentre fissi inerme lo schermo davanti a te incerto se cominciare a rispondere alle innumerevoli emails che lampeggiano minacciose nella tua casella di posta o bere un altro sorso di quel disgustoso caffè annacquato.
Ti chiedi come mai ti senti in colpa per quei 3 giorni di vacanza che hai appena richiesto al tuo capo e guardando fuori dalla finestra ti viene voglia di prendere la giacca e andartene da quell'orribile open space con le luci al neon.
"E se ricominciassi a studiare? E se prendessi un gap period?" ti chiedi.
Proprio allora la tua mente fa tabula rasa, ti guardi intorno ed un solo pensiero sembra riuscire a farsi strada:

Ma io cosa diavolo ci faccio qui?

Congratulazioni amico, senza troppi giri di parole sei nel mezzo di quella che viene comunemente descritta come "Crisi del Quarto di Secolo" (e di cui nessuno ci ha mai parlato prima).

 

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Crisi del quarto di secolo - quando vorresti tornare indietro e riscrivere tutto


Per dirla tutta non so bene quello che è scattato alla nostra generazione ma sembra che improvvisamente i grandiosi piani che ci avevano descritto fin da bambini, il futuro che di conseguenza noi ci eravamo prospettati, tutto ciò che abbiamo sempre atteso e bramato ci comincia a star stretto.
La crisi del quarto di secolo (o crisi dei 25 anni) é una vera e propria crisi di mezza età che ci porta a mettere in discussione tutto ciò che costituiva una assoluta certezza fino a qualche tempo fa.

Era tutto così chiaro fino a qualche anno fa: ti saresti laureato, eri disposto a fare la gavetta, pronto a lottare per un lavoro consapevole del fatto che ce l’avresti fatta nonostante la crisi, la disoccupazione incalzante e un Paese che non si schierava troppo dalla tua parte.

Ed eccoti qui, con le gambe sotto ad una scrivania e le dita che battono veloci su una tastiera, che scrivi emails e prendi chiamate, che partecipi a interminabili riunioni e vai a pranzo con i colleghi.
C’è stato persino un momento dove ti sei detto “Bravo, ce l’hai fatta! Finalmente sei entrato nel mondo del lavoro. Traguardo raggiunto!”.

Siamo stati così attenti a seguire passo passo quello che per una vita ci è stato ripetuto che ci siamo scordati delle nostre reali esigenze.

Quand'è che abbiamo dimenticato di chiederci cosa realmente ci rende felici?
 

 

Quando mollare tutto e ricominciare è la soluzione più coraggiosa

Non hai ancora chiaro verso quale direzione muoverti o come procedere per distruggere l’idea che tu stesso avevi di te “da grande” ma sei arrivato a quello che potrebbe essere definito come il primo passo verso la libertà: tu non sei fatto per la vita da ufficio (e non c’è niente di male nell’ammetterlo!)

E le buone notizie non finiscono qui gente: non siete gli unici che la pensate così e la fuori apparentemente sembrano esserci migliaia di alternative che stanno nascendo, tutte accomunate dall’esigenza di dare un taglio ad un approccio lavorativo obsoleto, sorpassato e stantio. 

L’aspetto paradossale è che facciamo parte di quella privilegiata minoranza che un impiego ce l’ha, cosa da non sottovalutare in un'era dove la disoccupazione è al 10.9%.

Dove possiamo trovare il coraggio di mollare tutto e ricominciare, lasciare il certo per l’incerto e affidarci a qualcosa di non garantito di cui saremmo i pionieri?

 


Quelli che hanno cambiato vita e l’interessante caso di Jon Favreau

Abbiamo passato la nostra intera esistenza a giudicare con ammirazione i grandi lavoratori che hanno dimostrato dedizione e costanza e che hanno fatto del sacrificio il loro leitmotiv
Ma da oggi dovresti prendere ispirazione da chi ha mollato tutto per l’ignoto, chi ha deciso di mettere in discussione la sua posizione certa per una nuova carriera, una nuova avventura.
Cambiare vita non è semplice, figurarsi voltare le spalle ad un lavoro a tempo indeterminato e decidere di seguire le proprie passione quando abbiamo superato i 25 anni. Pura follia.

Francamente credo che Jon Favreau possa tranquillamente meritarsi il primo posto nella classifica dei  lavoratori più coraggiosi di tutti i tempi.

Il giovane Favs (come lo chiamano tutti), era nient’altro che il brillante autore dei discorsi di Obama che nel 2013 ha fatto ciò che sicuramente avrà segnato per sempre la sua carriera (e di rimando la mia percezione verso la carriera in sé).

Dopo essere stato per ben 5 anni il personale speechwriter del Presidente e avere creato slogan che verranno ricordati nei libri di scuola (Yes - Yes we can è farina del suo sacco), ha deciso bene di mollare tutto e inseguire la sua passione di sceneggiatore cinematografo e di farlo nel momento di massima ascesa della sua carriera politica.

Qui coraggio non fa rima con incoscienza, non significa mollare il certo per un salto nel buio.

Non penso che il giovane Favs abbia dato le dimissione, consegnato i suoi effetti personali e si sia incamminato verso Hollywood con uno zainetto in spalla e un poster di Spielberg sotto il braccio. Sono abbastanza convinta che la sua sia stata una decisione premeditata e ponderata, abbia passato lunghe nottate a fare ricerche, abbia sfruttato il suo network e si sia dato da fare per capire quale fosse il suo prossimo step.

 

Lasciati ispirare dalle storie di coloro che hanno deciso di sperimentare nuove alternative

 

Probabilmente siedi ancora al tuo desk e la tazza di caffè solubile di fronte a te si è ormai raffreddata.
Forse è ora che tu cominci a rispondere a quelle emails prima del tuo meeting delle 10.30.
La tua vittoria oggi non sarà forse quella di buttare per sempre nel secchio il tuo badge, ma puoi di certo dire che da oggi il tuo (arduo) percorso verso una nuova vita e una nuova carriera è ufficialmente cominciato. 


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